di Jamila*, dottoressa Msf a Khartoum, Sudan “Non venite più”, dicono. “È morto”. Ma il telefono continua a squillare: “Per favore, venite”, “sta sanguinando”, “sta morendo”. Jamila guarda fuori dalla finestra. È alla centrale operativa delle ambulanze a Bahari, a Khartoum settentrionale, quando un edificio di fronte a lei viene bombardato. Sente suoni, esplosioni, spari. […] L'articolo Tre anni di guerra in Sudan: qui essere dottore va ben oltre la medicina – la testimonianza di Jamila proviene da Il Fatto Quotidiano.
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