La dittatura del martirio. Il sentimento tragico dell’Iran celebra il sacrificio, non la vittoria

21/03/2026 08:15 Il Foglio

Sembra se la siano proprio cercata. Ali Khamenei sapeva benissimo di essere nel mirino. Sapeva benissimo di non potersi fidare di nessuno, men che meno dei suoi. Al tempo della breve guerra che avrebbe dovuto, anzi a detta di Trump aveva già “totalmente obliterato” le speranze nucleari iraniane, era sparito, aveva interrotto ogni contatto. Poi, alla vigilia di questa nuova guerra, aveva convocato una riunione con i suoi massimi collaboratori nel posto più ovvio, il bunker di casa sua. Come dire: eccomi, mandate i missili. Ali Larijani, il potentissimo reggente di fatto dell’Iran dopo l’uccisione della guida suprema, si era fatto vedere e intervistare alla testa di un corteo, mentre piovevano missili sulla città. “Noi siamo qui. I loro capi si nascondono sull’isola di Epstein”, aveva dichiarato. Come dire: eccomi, provateci ad ammazzarmi. Detto fatto. Con lui è stato ucciso il nuovo capo dei pasdaran. Di Mojtaba Khamenei non si sa se è vivo o solo mezzo vivo. La decapitazione dei successori continua a ritmo serrato. Al punto che si fatica a tenerne il conto. Sopravvivere è quasi una macchia. Se qualcuno sfugge, o per un po’, il sospetto è che si sia defilato perché è stato lui a tradire gli altri. Se questa decapitazione permanente sia efficace o controproducente è un altro paio di maniche. Intanto, quel che sorprende è la rapidità con cui, nella Teheran crivellata da droni, bombe e missili, compaiono, dalla notte al mattino, murales freschi che raffigurano i leader martirizzati. Più infaticabili di Banksy e dei suoi seguaci sui muri di Bristol. L’iconologia dei martiri è una tradizione che non si è mai interrotta. Ritratti dei caduti in guerra, le gigantografie dei leader assassinati, hanno proliferato sulle facciate degli edifici, incombono sul reticolo ormai fitto di sovrappassi e cavalcavia che attraversano come cicatrici tutta la città. Sono propaganda tanto scontata da essere diventata “sottofondo invisibile”. Sono onnipresenti. Ma invisibili, per assuefazione, ai presunti destinatari del messaggio. Quanto lo erano diventati, causa eccesso, le statue di Stalin e di Mao, o i magnifici, coloratissimi poster dei tempi della Rivoluzione culturale. Colpivano la fantasia dei visitatori occidentali. Ma non più quella dei cinesi. Che a Teheran ci tengano ancora a rinfrescarli ogni notte potrebbe però essere un ulteriore segno della resilienza del regime. Più Trump li dà per battuti, sgominati, completamente distrutti, imploranti secondo ogni logica solo di potersi arrendere, più quelli continuano, contro ogni logica, a dar segni di sfida, rispondere colpo a colpo, tirar fuori missili dal cappello. Ci si interroga sulle ragioni della resilienza. Non c’è solo la stranezza per cui i leader massimi iraniani sembrano tenerci proprio ad essere uccisi. Ci sono radici profonde nel modo di sentire iraniano, nella particolare cupezza dello sciismo iraniano. Miguel de Unamuno aveva chiamato “sentimento tragico della vita” il veder nero che avrebbe portato la Spagna alla gran voglia di autodistruzione della guerra civile. Unamuno sarebbe diventato poi un formidabile interprete del “caballero dalla triste figura”, e del suo scudiero Sancio Panza, che “no es estupido”, dubita continuamente delle panzane di Don Chisciotte, ma continua a seguirlo. Il titolo completo del libro di Unamuno, dei primi del Novecento, era, significativamente: El sentimiento trágico de la vida en los hombres y en los pueblos. Negli uomini e nei popoli. Le nazioni hanno i loro miti fondatori, i loro eroi. Quello dell’Iran sciita non è un conquistatore, un vincitore. Non è carismatico. Non è un liberatore. Non è neanche un profeta. E’ un perdente. Una vittima. Un leader il quale, pur accerchiato da forze militarmente soverchianti, pur dopo aver perso in battaglia tutti i suoi comandanti, pur ridotto alla sete e alla fame, rifiuta di arrendersi. Preferisce farsi uccidere, piuttosto che fare atto di sottomissione. La leggenda si intreccia alla storia. E come succede spesso, anche in questo caso poté più la leggenda che la storia. Nel 680 si erano già succeduti diversi califfi alla testa dell’islam quando Hussein, nipote di Maometto, figlio di sua figlia Fatima e del suo genero Ali, rifiutò di dichiarare fedeltà al califfo di Damasco, Yazid. Hussein era in viaggio, con la famiglia e una scorta armata verso l’oasi di Kufa, dove i suoi avevano fomentato una rivolta contro Yazid. La notizia del fallimento della rivolta raggiunse Hussein a metà cammino. La carovana fu intercettata presso Karbala da un esercito del califfo. Gli tagliarono le vie di ritirata, i rifornimenti, persino l’accesso all’acqua. Si narra che uno dei suoi luogotenenti fosse riuscito a raggiungere l’Eufrate, ma rifiutò di bere, perché i suoi compagni rimasti accerchiati non potevano dissetarsi. La battaglia era impari: poche decine di uomini (la leggenda dice 72) contro migliaia. Hussein fu ucciso con tutti i suoi. La sua testa portata a Damasco con le donne e i bambini fatti prigionieri.    Il sacrificio di Hussein a Karbala è il mito fondante dell’islam iraniano.  Lo si insegna ai bambini  e si tramanda di generazione in generazione   Il sacrificio di Hussein a Karbala è il mito fondante dell’islam iraniano. E’ profondamente radicato nella psiche nazionale. Lo si insegna ai bambini sin dalla più tenera età. E’ più che semplice nazionalismo. E’ un culto della sofferenza subita dal leader a nome di tutta la sua comunità. La favola si tramanda di generazione in generazione. Il culto è capillare. Non c’è vetrina, non c’è casa in cui non ci sia un santino, un’immagine di Hussein il martire, bello e rifulgente come un Cristo giovane, o insanguinato e morente ai piedi del suo cavallo, o addirittura con una scimitarra conficcata in testa. Ashura, il decimo giorno del mese di Muharram, il giorno detto di Ashura in cui si svolse il massacro di Karbala (quest’anno ricorre il 25 giugno), è la ricorrenza più sacra per l’islam sciita. E’ un po’ come la fuga dall’Egitto per gli ebrei, la Pasqua per i cristiani. La narrazione ha una forza che supera qualsiasi cosa sia avvenuta nella realtà storica, persino qualsiasi cosa sia tramandata dai testi sacri. Una specificità iraniana è la truculenza e la cupezza. Tra i molti colori delle bandiere dell’islam, il verde, il rosso, una per tribù, preferiscono il nero. Così come neri, in segno di lutto, sono i turbanti dei discendenti diretti di Maometto. Ancora oggi è tradizione celebrare l’Ashura (il decimo giorno) con processioni in cui i fedeli si autoflagellano a sangue, talvolta con catene e punta di flagello taglienti, lamentando il martirio dell’imam Hussein. Quella iraniana è l’unica cultura islamica ad aver fatto culto dell’immagine umana, altrimenti proibita dal Corano, e aver fatto arte teatrale del martirio. Il tazieh, dal termine arabo “condoglianza”, è una rappresentazione teatrale, un reenactment del dramma di Karbala, che fa il paio, per popolarità e resilienza, con i Mistery plays e le Passioni medievali europee. E’ una via crucis drammatizzata all’estremo, in cui lo spettatore viene coinvolto emotivamente. Non solo dalla fiction cinematografica, come ne La passione di Cristo di Mel Gibson (film del 2003, anno di guerre di vendetta per l’attentato alle Torri gemelle). Nell’Oberammergauer Passionsspiele bavarese, che tanto piaceva a Hitler, l’accento è sul realismo collettivo, sulla violenza esasperata, partecipata da attori e spettatori. Dal 1600 in poi l’intera popolazione del villaggio di Oberammergau, che era stato quasi annientato dalla peste, recita la passione di Cristo e rivive con odio l’accanimento degli ebrei nei confronti del condannato. I nazisti ne andavano matti. Ovvio: giustificava lo sterminio.    Una specificità iraniana è la cupezza. Ancora oggi è tradizione celebrare l’Ashura con processioni in cui i fedeli si autoflagellano a sangue     Un grande regista iraniano, Abbas Kiarostami, ha dato del tazieh, spettacolo cui assisteva sin da quando era bambino, un’interpretazione cinematografica memorabile. La sua cinepresa non si fissa tanto sul palcoscenico, quanto sulle reazioni degli spettatori. Uomini, donne, bambini riuniti per la festa cambiano atteggiamento mano mano che la rappresentazione si addentra nella dolorosa vicenda. I sorrisi si spengono nel momento in cui Hussein, circondato nel deserto, manda ad attingere acqua dal vicino Eufrate per la sua gente assetata da giorni, e arriva a pregare i suoi nemici di salvare almeno i bambini. Gli spettatori cessano di bere il tè, smettono di sbucciare i pistacchi e le loro guance si rigano di lacrime. Ho rivisto pubblicata da qualche parte in questi giorni una foto del fotografo iraniano Morteza Nikoubazl Nur scattata nel 2023, in occasione del 44esimo anniversario della rivoluzione iraniana. E’ tristissima. Mostra una bambina in ciador, una scolaretta con gli occhiali, che sotto lo sguardo di un gigantesco murale di Khamenei ritratto su uno sfondo di fiori, con una mano imbraccia un missile di cartone, evidentemente costruito nell’ora d’arte a scuola, con l’altra fa il segno V di vittoria. Tazieh, autoflagellazioni, recite rituali si tenevano regolarmente nell’Iran che ho conosciuto ai tempi della cacciata dello Scià. Sono proseguite ai tempi della guerra in cui Saddam Hussein bersagliava Teheran con i suoi missili Hussein (così nominati non in onore della persona del dittatore iracheno, ma in sfregio alla figura sacra agli iraniani del loro primo martire). Continuano imperterrite ai giorni nostri. Si svolgono per strada, nei cortili delle moschee, nelle scuole coraniche o nei teatri circolari in cui la scena si svolge al centro, non a un estremo della sala. Gli stessi in cui si tengono le esibizioni tradizionali degli uomini forti, dei muscolosi giocolieri dalle grandi mazze. Anche questo culto dei muscoli ha una sua corrispondenza speculare in occidente, nei ring del wrestling americano, tutto spettacolo, tutta scena, ma poco sangue. Il mito fondatore del cristianesimo è la tortura e crocifissione di un uomo, che soffre come soffrono gli uomini in carne ed ossa, anche se lui non è solo uomo, è al tempo stesso Dio. La principale ricorrenza è la nascita, cosa anch’essa umanissima. Seguita, ma a distanza, dalla resurrezione, che invece non lo è. La principale ricorrenza ebraica è Pesach, la liberazione dall’oppressione egiziana, il passaggio del Mar rosso. O almeno è tale nei miei ricordi d’infanzia, perché è una festa completamente laica, una serata di narrazione, canti, cena e festa in famiglia che non comporta andare al tempio o la presenza di ministri del culto. Non c’è forse popolo che non sia stato preso di mira, pestato, nei secoli, quanto il popolo ebraico. Hanno cercato di sterminarli e di costringerli alla conversione, a un cambio forzato di regime, anzi, peggio, di identità. E quelli, duri, ostinati, a resistere. C’è stato persino chi, nel tentativo di rintracciare le origini dei rituali dell’Ashura sciita ha addirittura ipotizzato che siano stati influenzati dalla tradizione ebraica. “In ogni generazione si leverà qualcuno che cercherà di sterminarci… In ogni generazione ciascuno deve considerarsi come se fosse uscito dall’Egitto”, recita la Haggadah (il racconto) di Pesach. “Come se in ogni luogo fosse Karbala dinanzi ai miei occhi e ogni momento fosse Ashura”, recita la tradizione sciita. Pesach però non è una celebrazione di sofferenza, di martirio, ma di festosa vittoria su un tiranno, il Faraone, incomparabilmente più forte e più potente. Non è celebrazione della vendetta, e nemmeno promessa o minaccia di vendetta. E’ una festa in allegria. Non è celebrazione del lutto. Gli ebrei non celebrano eventi luttuosi, nemmeno il più luttuoso di tutti, l’Olocausto. Celebrano semmai i massacri sventati. La cifra è il ricordo, non la vendetta. Quella conclusasi a Karbala era una delle tante guerre per la successione che hanno insanguinato tutti gli imperi, a ogni latitudine e a ogni epoca. E’ all’origine della separazione tra le due principali branche dell’islam, gli sciiti che sono 200 milioni, e non vivono solo in Iran, e i sunniti, che sono un miliardo e mezzo. Nel millennio e mezzo trascorso, hanno continuato a odiarsi, e spesso ad ammazzarsi. Era cominciata già molto prima di Karbala. E non era finita a Karbala. Non contrapponeva musulmani ad ebrei, e ancora nemmeno musulmani a crociati, ma tribù musulmane ad altre tribù musulmane, anzi cordate di famiglia ad altre cordate di famiglia. Ali, il genero a cui Maometto aveva affidato, secondo la leggenda, la guida dell’islam dopo la propria scomparsa (molti storici insistono invece che non scelse successori), fu ucciso con una spada avvelenata. Non dai nemici, ma dal sicario di un clan prima suo alleato, e poi divenuto rivale. Gli sciiti si chiamano così da shiat Ali, il partito di Ali, cioè della famiglia di Ali. Capita ancora nelle migliori famiglie, e non solo in Oriente, che la successione sia una questione di famiglia. Il figlio di Ali, Hussein, il martire di Karbala, fu ucciso perché non riconosceva il califfo, cioè il capo della sua religione. Uno studio densissimo dell’islamista dell’Università di Bristol, Toby Mathiessen, The Caliph and the Imam. The Making of Sunnism and Shiism (Oxford University Press 2023) racconta per filo e per segno, in quasi mille pagine comprese note e bibliografia, le infinite giravolte dei rapporti tra sciiti e sunniti nei tredici secoli trascorsi da Karbala. Niente è scontato come vorrebbero le tradizioni di fazione. Individuare un filo diritto di continuità è impossibile. Guai a chi pensa si possa semplificare. I califfi sunniti si scannano tra di loro per il potere, talvolta addirittura cambiano setta confessionale per convenienza. Altrettanto volatili sono le strategie dei leader sciiti. Capita che i vincitori vincano e poi si pentano di aver vinto. Come il saudita Mohammed Bin Salman, per il quale l’ayatollah Khamenei era fino a qualche anno fa “il nuovo Hitler del medio oriente”. E ora potrebbe arrivare alla conclusione che sarebbe stato meglio trovare un modus vivendi con l’Iran. “Caos, missili e droni che volano tutt’attorno, campi, porti e impianti petroliferi che vanno a fuoco è proprio l’ultima cosa che Mbs avrebbe voluto”, dice chi se ne intende.     La successione per via ereditaria farebbe orrore a Khamenei padre. Ma quando Trump ha detto di disapprovare Mojtaba, non c’è stata scelta    Che i leader della shia iraniana si succedano di padre in figlio, per diritto ereditario, avrebbe fatto orrore a Khomeini (che dopotutto aveva rovesciato una monarchia ereditaria, quella dello Scià), e anche al suo successore Khamenei. L’uno e l’altro si erano guardati bene dall’indicare come successori i propri figli. L’idea che a succedere a Khamenei padre fosse il figlio faceva storcere il naso anche ai maggiorenti del regime. Larijani, uno dei papabili, si era dichiarato contrario. C’è chi sostiene che ammazzarlo sia stato un favore fatto ai puri e duri. Quelli che lo osteggiavano perché laico e non ayatollah, forse perché troppo intellettuale (si era laureato con una tesi su Kant e l’illuminismo), perché troppo spregiudicato e pragmatico. Temevano diventasse l’Andropov del cambio di regime in Iran, il capo del Kgb che spiana la strada a un Gorbaciov. Era stato Donald Trump a combinare il guaio. Quando dichiarò che il successore di Khamenei avrebbe dovuto avere la sua approvazione, e disse che Khamenei figlio, Mojtaba, non gli andava bene. Era come dirgli: non avete altra scelta che eleggere Mojtaba. Una nomination al contrario, che ha finito col bloccare le alternative e a zittire, sgomentare, confondere persino l’opposizione agli ayatollah. Un invito alla perpetuazione del regime, altro che al cambio di regime!  

Continua a leggere su "Il Foglio"
Altre notizie da "Il Foglio"
ULTIMA ORA
21/03 10:41 - La guerra senza confini. Come il report dell’Odni ridefinisce intelligence, potere e conflitto 21/03 10:25 - Missili, mine e barchini: ecco quali sono i rischi della possibile missione Usa nel Golfo 21/03 10:09 - Guerra in Iran, le news. Teheran: “Israele e Usa hanno attaccano l’impianto nucleare di Natanz” 21/03 10:05 - Renzo Rosso: 'La moda è un mercato difficile ora, la guerra non ci aiuta' 21/03 10:00 - Gas, la contromossa della UE. “Ridurre scorte”. Raccomandazione all’80 per cento, 10 punti in meno 21/03 10:00 - Gas, la contromossa della UE. “Ridurre scorte”. Raccomandazione all’80 per cento, 10 punti in meno 21/03 09:20 - Rilevata la posizione della portaerei Charles de Gaulle: ecco cosa è successo 21/03 08:53 - Iran, il contante scarseggia. Teheran conia banconota da 10 milioni di rial, la più alta di sempre 21/03 08:50 - Media iraniani: “Raid Usa e Israele contro impianti nucleari a Natanz”. Missili di Teheran contro base americana a 3.800 km dal Paese. Idf attacca Teheran e Beirut 21/03 08:15 - La dittatura del martirio. Il sentimento tragico dell’Iran celebra il sacrificio, non la vittoria 21/03 08:10 - La guerra in Iran rischia di far saltare i Giochi del Mediterraneo a Taranto: il problema sono le navi per gli atleti 21/03 08:09 - Base di Diego Garcia: ecco perché è importante per gli Usa e come l'attacco iraniano cambia il conflitto 21/03 08:00 - Viaggiare sicuri volando lontani dai cieli di guerra. Ecco le mete per i ponti e l’estate 21/03 07:25 - Un freno alle bollette con le centrali a carbone, il piano B del governo. Il ministro Pichetto Fratin: «Pronte subito: ma a una condizione» 21/03 07:03 - Cbs: Trump valuta come prendersi il nucleare dell’Iran. Putin: «Stiamo con Teheran» – La diretta 21/03 06:58 - Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Colpito dalle forze ucraine un impianto nella regione occupata di Luhansk 21/03 06:11 - Nuovi raid Usa-Israele contro l'impianto nucleare di Natanz. Teheran conferma l'attacco alla base nell'Oceano indiano e minaccia: "No a cessate il fuoco" 21/03 06:00 - Gli 007 di Kiev svelano il nuovo missile da crociera russo: cosa c’è dietro l’Izdeliye-30 21/03 05:11 - Perché ucraini e israeliani colpiscono nel Caspio 21/03 05:00 - A Kyiv c’è una crisi in Parlamento. Riguarda il paese che cambia e il Fmi 21/03 04:49 - Due petroliere russe si dirigono a Cuba violando l’embargo di Trump 21/03 04:43 - Quando finirà la guerra in Iran: i Pasdaran, la Teoria del Pazzo e Trump che «non sa cosa fare» 21/03 04:24 - Così il progetto russo nei territori occupati ucraini è realizzato in asse con la Cina 21/03 04:20 - Se non fosse per i media malevoli avremmo già vinto la guerra: l’information war di Trump 21/03 00:02 - Guerra in Iran, l'annuncio di Trump: "Usa vicini a obiettivi, valutiamo passo indietro" 21/03 00:00 - Trump: “Alleati codardi”. Altri marines verso Hormuz, ma apre a una de-escalation 21/03 00:00 - Olivier Roy: “Perché gli ayatollah stanno vincendo questa guerra” 21/03 00:00 - “I nostri leader nel panico”: Il diario della guerra del figlio di Pezeshkian 20/03 23:15 - Guerra in Iran, news. Trump esclude la tregua con Teheran: “Abbiamo vinto” 20/03 23:03 - La Germania toglie i paletti sull’export di armi, la Svizzera invece li mette 20/03 23:03 - Guerra all’Iran. Dall’economia alla profezia del sovrano 20/03 23:02 - Caterina Caparello e le madri della Repubblica 20/03 23:01 - Verso le elezioni, tra gli osservatori dell’Osce l’ex interprete di Putin 20/03 23:01 - Nel sud della Siria la fascia «flessibile» di Israele 20/03 23:01 - Destini ineluttabili sotto al Gran Sasso, in tempi di guerra 20/03 23:01 - Spagna, misure anticrisi: c’è anche il caro affitti 20/03 23:00 - Russia-Ucraina: le notizie in breve 20/03 22:47 - Stretto di Hormuz, Trump prepara fase 2 con navi e marines. Londra concede basi agli Usa 20/03 21:29 - Trump, l’ultima sterzata: «Perché ora valuto riduzione dell’operazione in Iran». Attacchi Usa dalle basi britanniche. Scontro con gli alleati: «Vigliacchi» – La diretta 20/03 21:23 - Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Meloni: “Orban? Problema risolvibile, serve flessibilità”. Merz: “Ungheria viola lealtà tra Stati” 20/03 20:38 - Coppia vince 500mila euro al Gratta e vinci e lei fugge col biglietto 20/03 20:20 - Londra autorizza gli Stati Uniti ad utuilizzare le basi per proteggere lo Stretto di Hormuz 20/03 20:09 - Il locale in cui si può scommettere sulle guerre, sui muri mappe live e tracciamento dei voli: cosa succede nel nuovo bar di Polymarket 20/03 18:21 - Ilya Remeslo finisce in clinica psichiatrica dopo l’attacco a Putin: il giallo del blogger russo 20/03 17:11 - Ungheria, l’ex interprete di Putin a capo della missione elettorale Osce: la società civile protesta 20/03 17:05 - Le Borse oggi, 20 marzo. Il petrolio torna a salire, chiusura pesante per Europa e Milano -2% 20/03 17:03 - I sultani del Golfo furiosi con Trump per la guerra: «L’America ha perso il controllo, ora rivediamo gli accordi» 20/03 16:20 - Metaniera alla deriva, l’equipaggio dell’Arctic Metagaz è rientrato in Russia 20/03 16:13 - Prestito Ue all’Ucraina: per Orbán è ancora no 20/03 15:49 - Grecia in azione con Usa e Israele. Le conseguenze per la Nato 20/03 15:07 - Con la guerra in Iran “la minaccia alla sicurezza energetica più grave della storia”. Arabia Saudita: petrolio a 180 dollari se la crisi dura fino ad aprile 20/03 15:05 - Così la Cina ha creato uno Stato di sorveglianza in Iran 20/03 14:51 - Donald Trump all’attacco degli alleati della Nato: “Vigliacchi, ce ne ricorderemo”. Wsj: “Il Pentagono invia tre navi da guerra e migliaia di marines” 20/03 14:45 - Il premier slovacco Fico a Bruxelles: No progressi su petrolio, Zelensky vuole rovesciare Orban – Il video 20/03 14:33 - Chi è Said Jalili, il teologo estremista che ha scalato i vertici del potere in Iran 20/03 14:10 - In Iran è scontro tra un governo imperialista, uno neofascista e uno islamista. Ma la vittima è una sola 20/03 14:09 - Guerra in Medio Oriente, è crisi energetica nel sud-est asiatico: nelle Filippine si lavora solo quattro giorni, la Thailandia taglia l’aria condizionata 20/03 14:02 - Caccia colpito sui cieli dell'Iran: cosa è successo davvero all'F-35 Usa 20/03 13:56 - Mosca chiama L’Havana: il Cremlino sfida l’embargo con due petroliere pronte a rifornire l’isola di gas e petrolio 20/03 13:49 - Capodanno persiano e fine Ramadan, l'Iran celebra Nowruz e Eid tra guerra e antiche tradizioni 20/03 13:20 - Netanyahu: “Gesù non è meglio di Gengis Khan”. Proteste della comunità cristiana. Lui: “Non volevo offendere nessuno” 20/03 13:02 - Jet italiani intercettano caccia Su-30 russo: così è scattato l'Alpha Scramble sul Baltico 20/03 12:56 - Italia intercetta jet russo: l'operazione sul fianco est della Nato 20/03 12:41 - “Lavorare da casa ed evitare i viaggi in aereo”: il decalogo dell’Agenzia per l’Energia per alleviare il caro benzina 20/03 11:04 - Quei lombardi in guerra con Roma: quando Bocca intervistò Bossi 20/03 11:00 - Umberto e Silvio, i guastafeste che hanno fermato la sinistra 20/03 11:00 - La linea "moderazione zero": l'Iran minaccia tutto il Golfo. E Ghalibaf sfida Usa e Israele 20/03 11:00 - L'antisemitismo di successo diventa antisionismo scientifico 20/03 11:00 - La fermezza di Trump. Niente truppe di terra stop raid sull’energia 20/03 11:00 - Raffica di raid sulle raffinerie. In fumo le riserve di gas e greggio 20/03 10:45 - Meloni su blocco ungherese ad aiuti all'Ucraina: Situazione risolvibile, serve flessibilità – Il video 20/03 10:24 - In Spagna il governo ridurrà al 10% l’Iva sui carburanti per la guerra in Iran (scontando 40 centesimi a litro) 20/03 10:06 - Ucraina, attacchi incrociati Kiev-Mosca: 2 morti e 4 feriti 20/03 10:00 - Libano, missile sfiora un giornalista in diretta: il video dell’esplosione a pochi passi dal reporter 20/03 09:54 - Qatar sotto attacco: perdite energetiche per 20 miliardi e allarme su una possibile “guerra folle” 20/03 09:19 - Gli Stati Uniti pensano di togliere le sanzioni al petrolio dell’Iran (per fermare i prezzi del greggio globale) 20/03 08:45 - L’effetto Iran travolge JD Vance: ora la candidatura alle presidenziali 2028 è in bilico 20/03 08:06 - Iran, ucciso portavoce dei Pasdaran. Mojtaba Khamenei: “Negare sicurezza ai nemici, in patria e all’estero”. Usa accelerano l’invio di navi e marines nel Golfo 20/03 08:05 - Ferrari prudente sul Medio Oriente, consegne rallentate ma non ferme 20/03 07:55 - L'ombra di Darth Vader nell’esercito di Saddam: il lato oscuro dei Fedayeen in Iraq 20/03 07:16 - Gli Usa inviano tre navi da guerra e migliaia di marines in medio oriente. La Nato lascia l'Iraq. La Gb autorizza l'uso delle basi 20/03 06:56 - Iran, Meloni firma il piano a 6 per riaprire Hormuz: la svolta e il pressing per coinvolgere l'Onu 20/03 06:53 - Guerra in Iran manna per la Russia, boom vendite petrolio per il 'mercante' di Putin 20/03 06:38 - Iran, Londra autorizza Usa a usare le basi britanniche per i raid nel Golfo. Trump: «Abbiamo vinto la guerra» 20/03 06:25 - Trump: "All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire". Khamenei nega gli attacchi a Turchia e Oman: "Piano di Israele". Due spie di Theran arrestate in Scozia 20/03 06:25 - Rincari per la guerra, gli agricoltori liguri: “Il governo ora ci sostenga” 20/03 06:00 - La bisnonna che ricuce le divise del rugby: “Ho fatto la guerra: prima di buttare qualcosa, la riparo” | Video 20/03 05:20 - Iran, Trump rischia la «rivolta» MAGA? I sondaggi, lo spettro tracollo al Congresso e le carte di JD Vance (per il 2028) 20/03 05:19 - Il metodo contro il regime, la guerra dentro all'Iran 20/03 05:18 - Il vero Peter Thiel a Roma? Contro Putin e il transumano 20/03 05:04 - Riluttanti sulla guerra giusta e vicini a Putin. Nel mondo Maga c’è qualcosa di peggio di Trump 20/03 04:50 - Il capo della Cia contraddice il putinismo dei trumpiani. I fondi per “uccidere i bad guys” 20/03 04:34 - L’Europa è pronta ad aiutare quando Trump finirà la guerra 20/03 04:29 - La Russia non vede l’ora che l’Arctic Metagaz distrutta dagli ucraini diventi un disastro 20/03 00:39 - L'ansia da guerra fa volare gli ascolti tv notturni, boom per notizie e film horror 20/03 00:20 - Iran, Meloni: "Nessuno pensa a missione militare per forzare il blocco di Hormuz" 20/03 00:00 - Sikorski: “I russi sono in difficoltà al fronte, è assurdo aiutare Putin” 20/03 00:00 - Orbàn blocca il prestito Ue a Kiev, la Russia sospende i negoziati di pace 20/03 00:00 - Ue, il piano di sette paesi per liberare lo Stretto di Hormuz: “Ma la guerra finisca subito” 20/03 00:00 - Trump adesso chiede 200 miliardi per la guerra in Iran. Israele: “Missione di terra”