Il principe Andrea è stato arrestato dalla polizia che indaga sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein, per sospetto di cattiva condotta in pubblico ufficio. “Oggi abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l'accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio e stiamo effettuando perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk. L'uomo rimane al momento in custodia cautelare”, è l’esatta dichiarazione della Polizia di Thames Valley. In precedenza, le forze dell'ordine avevano dichiarato di stare esaminando le accuse secondo cui una donna sarebbe stata trafficata nel Regno Unito da Epstein per avere un rapporto sessuale con Andrew, e che quest'ultimo avrebbe condiviso informazioni sensibili con il finanziere caduto in disgrazia mentre ricopriva il ruolo di inviato commerciale del Regno Unito. Oliver Wright, vice capo della polizia, ha dichiarato: “a seguito di un'accurata valutazione, abbiamo ora avviato un'indagine su questa accusa di cattiva condotta nell'esercizio delle funzioni pubbliche. È importante proteggere l'integrità e l'obiettività della nostra indagine mentre lavoriamo con i nostri partner per indagare su questo presunto reato. Comprendiamo il notevole interesse pubblico in questo caso e forniremo aggiornamenti al momento opportuno”. Proprio per il crescente rischio che Andrea stava comportando per la reputazione della famiglia reale, lo scorso ottobre il fratello monarca aveva annunciato che gli avrebbe tolto i titoli reali, ed ora dice che la giustizia deve fare il suo corsoi. In effetti il principe aveva già chiesto un processo con giuria nella causa per abusi sessuali intentatagli da Virginia Giuffre, ma non è la prima volta che un membro della famiglia reale britannica si trova ad affrontare un procedimento giudiziario. Andando in tempi vicini, era stata la principessa Anna, sua sorella, il primo membro dell'attuale famiglia reale a essere condannato per un reato, e anzi il primo membro della famiglia reale britannica ad essere condannato negli ultimi tre secoli. Si dichiarò infatti colpevole ai sensi del Dangerous Dogs Act perché uno dei suoi cani, un bull terrier inglese di tre anni di nome Dotty, aveva morso due bambini mentre passeggiavano nel Windsor Great Park, il 1° aprile 2002. Niente carcere ma 500 sterline di multa, più altre 250 sterline di risarcimento, più altre 148 sterline di spese processuali presso il tribunale distrettuale di Slough. In compenso il giudice distrettuale, Penelope Hewitt, decise di risparmiare la vita di Dotty. Prima ancora, era stata condannata per eccesso di velocità a bordo della sua Bentley dopo aver ammesso di aver guidato a 150 km/h in una zona con limite di 112 km/h nel Gloucestershire. 400 sterline di multa, più 30 sterline di spese processuali, più cinque punti di penalizzazione sulla patente. Nella sua testimonianza scritta al tribunale distrettuale, nel marzo 2001, la principessa reale spiegò che era in viaggio per un impegno ufficiale, che era rimasta bloccata nel traffico, che aveva accelerato per recuperare, e che quando aveva visto le auto della polizia che le correvano dietro non si era fermata perché aveva creduto che le volessero fare da scorta. Problemi con il codice della strada li ha avuti peraltro anche sua figlia, Zara Tindall. Le hanno infatti vietato di guidare per sei mesi dopo essere stata sorpresa a superare i 145 km all’ora. Ciò, in teoria, conferma il principio teorico secondo cui solo il Sovrano regnante gode dell'immunità, mentre gli altri membri della Famiglia Reale britannica sono soggetti al diritto penale e civile. In pratica, però, ci sono stati casi di sovrani britannici che sono stati detronizzati, posti sotto processo e ci hanno rimesso addirittura la vita. Il caso più noto è quello di Carlo I Stuart, che dal 1642 su trovò in guerra con il Parlamento. I suoi seguaci furono chiamati Knights: “cavalieri”, perché appartenenti soprattutto alla nobiltà. I membri dell’esercito del parlamento erano invece i Roundheads: “Teste Rotonde”, perché portavano i capelli corti secondo lo stile imposto dal loro leader, il puritano Oliver Cromwell. La guerra si concluse con una disfatta per Carlo, che fu catturato, processato, condannato e nel 1649 giustiziato con l'accusa di alto tradimento. La monarchia venne abolita e venne fondata al suo posto una repubblica, che però, morto Oliver Cromwell, entrò rapidamente in crisi, consentendo a Carlo II, figlio di Carlo I, di restaurare la monarchia. Ma anche il figlio di Carlo II Giacomo II fu a sua volta deposto dal Parlamento, che eleggendo Guglielmo di Orange diede inizio alla linea di successione attuale. Carlo I viene comunque venerato come santo dalla Chiesa anglicana, che lo ricorda il 30 gennaio, giorno della sua decapitazione. La circostanza si fa inquietante quando si pensa che anche sua nonna Maria I di Scozia, nota in italiano come Maria Stuarda, fu decapitata, l’8 febbraio 1587. Regina di Scozia dal 14 dicembre 1542 al 24 luglio 1567, regina consorte di Francia dal 10 luglio 1559 al 5 dicembre 1560 e regina d'Inghilterra per i legittimisti inglesi dell'epoca che non riconoscevano Elisabetta I come legittima erede di Enrico VIII, essendo cattolica aveva scatenato contro di sé una rivolta di calvinisti scozzesi, per cui riparò proprio dalla cugina Elisabetta. Ma, appunto, essendo un punto di riferimento per l’opposizione alla stessa Elisabetta finì imprigionata e condannata. Però, dopo la morte di Elisabetta senza eredi divenne re di Inghilterra e Scozia suo figlio Giacomo I, padre di Carlo I. Ma anche la madre di Elisabetta I, Anna Bolena, era stata decapitata a Londra il 19 maggio 1536, dopo essere stata processata per adulterio. Era però solo una regina “consorte”: di Enrico VIII, che la aveva sposata nel 1533 dopo aver ripudiato Caterina d’Aragona, che non riusciva a darle un erede maschio. Anche lei fu capace solo di fare una figlia femmina, e finì sul patibolo. Morta nel parto dell’unico maschio la terza moglie di Enrico VIII Jane Seymour, ripudiata dopo un matrimonio per procura Anna di Clèves una volta venuta dalla Germania quando il re la scoprì molto più brutta del ritratto che gli avevano mandato, la quinta moglie Catherine Howard fece la stessa fine della seconda: processata per adulterio e decapitata, il 13 febbraio 1542. E fu decapitata il 12 febbraio 1554 anche Jane Grey, che per essere stata ufficiosamente regina di Inghilterra e di Irlanda dal 10 al 19 luglio 1553 è stata definita “regina dei nove giorni”. Quarta in linea di successione, dopo la morte a soli 16 anni di Edoardo VII, il figlio di Jane Seymour, i protestanti appoggiarono la sua ascesa al trono al posto della cattolica Maria, figlia di Caterina d’Aragona. Ma Maria prese subito il sopravvento, e la mandò sul patibolo. In effetti, re d’Inghilterra erano stati rimosso dal Parlamento anche prima di Carlo I. Riccardo II, l’ultimo dei Plantageneti, il 29 settembre 1399 fu colpito da 33 capi di accusa e obbligato ad abdicare, mentre al suo posto veniva eletto Enrico IV, primo dei Lancaster. Condannato al carcere a vita, morì il 14 febbraio 1400; non è chiaro se assassinato o fatto morire di fame. La sua storia è narrata nel “Riccardo II” di William Shakespeare, che ne fa il “peccato” originale da cui verrà la Guerra delle due Rose, poi sanata dell’avvento dei Tudor. Ma al Medio Evo risalgono altre storie di membri di dinastie inglesi morti in carcere in modo misterioso. Sempre Shakespeare in “Re Giovanni” riferisce di Arturo I di Bretagna: figlio del secondogenito di Enrico II, che avrebbe in teoria dovuto succedere dopo la morte del primogenito Riccardo Cuor di Leone, e fu per questo imprigionato dal terzogenito Giovanni Senza Terra. Secondo il dramma shakesperiano, sarebbe moroi in un tentativo di evasione. Una cronaca dell’epoca riferisce che lo avrebbe ucciso lo zio in un momento di ubriachezza. “Riccardo III”, sempre di Shakespeare, riferisce la leggenda che il Duca di Clarence, fratello di re Edoardo IV condannato a morte in Parlamento per tradimento e giustiziato segretamente il 18 febbraio del 1478, sarebbe stato annegato in una botte di malvasia. E anche che sarebbe stato Riccardo III a far uccidere in segreto, dopo averli fatti dichiarare illegittimi, i due figli di Edoardo IV: Edoardo V, di 13 anni, e Riccardo, di 10. È di Christopher Marlowe invece “Edoardo II”: tragedia su un sovrano accusato di omosessualità sfacciata, che fu a sua volta deposto dal Parlamento il 21 gennaio 1327. Imprigionato, evaso e di nuovo catturato, fu ucciso il 27 gennaio 1327: anche se forse non impalato da un corno con dentro un ferro rovente secondo la truce leggenda ripresa da Marlowe, ma solo strangolato. Più di recente, a un processo in Parlamento fu sottoposta Carolina di Brunswick: dal 1795 moglie tedesca del principe di Galles Giorgio, poi re Giorgio IV. Lui era popolarmente definito “il primo scioperato di Londra”; lei faceva collezione di amanti, senza nasconderlo. Dopo la nascita di una figlia i due decisero di condurre vite separate. Lui fece una quantità di figli illegittimi; lei dopo il 1814 se ne andò a spassarsela sul Continente, inseguita da spie di Giorgio incariate di dimostrarne le infedeltà. Nel 1820, quando il marito ascese al trono, lei decise di tornare, per essere incoronata con lui. il 6 giugno Giorgio IV inviò allora alle Camere un messaggio. “II re, in seguito all'arrivo della regina, crede necessario comunicare alla Camera certi documenti relativi alla condotta di Sua Maestà dopo la sua partenza da questo paese. Sono documenti che il re affida alla seria e immediata considerazione della Camera. Il re ha vivamente desiderato di allontanare con tutti i mezzi dipendenti da lui una necessità altrettanto penosa per il suo popolo quanto per i propri sentimenti; ma l'ultima mossa della regina non gli permette più di rimanere in forse. Il re, nel fare la presente comunicazione, ha fiducia che la Camera seguirà quella via procedurale ch'è richiesta dalla giustizia della causa del re e dall'onore della Corona”. Allegato un sacco verde pieno di documenti raccolti delle sue spie, che vengono affidati a una Commissione di 14 Lord. Il 14 luglio la Commissione presenta un rapporto in cui si afferma che le testimonianze raccolte intaccano fortemente “l'onore della regina, la dignità della Corona e in pari tempo il sentimento della moralità e dell'onore della Nazione”. Il governo di Lord Liverpool formula dunque alla Camera dei Lord un atto d'accusa con cui si chiede che la regina sia spogliata del titolo e che il matrimonio sia annullato. Ma Giorgio IV è talmente impopolare che in odio a lui si scatena una sommossa popolare in favore di Carolina, obbligando il governo a ritirare l'atto di accusa e rinviarne l'ulteriore discussione di 6 mesi. Costretto con i suoi fedeli a chiudersi in casa, per evitare che le loro carrozze siano fermate da torme di scalmanati che obbligano tutti a gridare “Viva la Regina Carolina!”, tuttavia Giorgio IV riesce comunque a farsi incoronare da solo, e Carolina ne muore di crepacuore. Da Principe di Galles finì poi in tribunale il figlio della Regina Vittoria Edoardo, prima di diventare re Edoardo VII. Famoso per le sue innumerevoli relazioni extraconiugali, non però come imputato ma come testimone: nel 1870 al processo di divorzio di Lady Harriet Mordaunt, accusata dal marito di aver avuto relazioni con diversi uomini, tra cui anche lui.
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