Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino di skeleton, è stato squalificato prima della sua gara alle Olimpiadi invernali del 2026, il 12 febbraio, "in seguito al suo rifiuto di conformarsi alle Linee Guida sull'espressione visiva degli atleti". Lo ha annunciato il Comitato olimpico internazionale (Cio). Qui abbiamo raccontato come è stato accolto in Ucraina il suo gesto di indossare un casco con i ritratti degli alteti ucraini morti in guerra. Kyiv. La diciassettenne Karina Bakhur avrebbe dovuto gareggiare in Austria il 19 novembre 2025. E’ campionessa ucraina di kickboxing, ha ricevuto medaglie in competizioni internazionali. La notte del 18 novembre è morta in ospedale per le ferite da schegge riportate in seguito ai bombardamenti russi. Bakhur viveva e si allenava nella città di Berestyn, nella regione di Kharkiv. Avrebbe compiuto 18 anni il 5 dicembre. Il suo ritratto è uno di quelli presenti sul casco del ventisettenne skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevich. Il rappresentante della squadra olimpica ucraina aveva preparato un “casco ricordo” con fotografie di atleti ucraini morti in guerra e lo ha indossato durante due sessioni di allenamento. Sul casco è ritratto anche Oleksandr Peleshenko che alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, si è classificato quarto nel sollevamento pesi. Dopo l’invasione russa, si è arruolato nell’esercito per difendere l’Ucraina ed è morto in prima linea il 5 maggio 2024. Dopo il primo allenamento, il Comitato olimpico internazionale (Cio) ha però proibito a Geraskevich di gareggiare con il suo casco, suggerendogli di usarne uno normale e di mettere un nastro nero. “Il Cio non ha abbastanza fasce nere al braccio per onorare la memoria di tutti coloro che sono morti in questa guerra”, ha dichiarato Vladislav in una conferenza stampa la sera del 10 febbraio. Nonostante l’avvertimento degli organizzatori, nel suo secondo allenamento non si è adattato al Cio. “Vedo i volti sul mio casco e non tradirò questi atleti”, disse, aggiungendo che lo avrebbe indossato anche il giorno della gara, l’11 febbraio. Ha spiegato che onorare la memoria non è un atto politico e non viola il regolamento olimpico. Mentre le Olimpiadi sono in corso, l’Ucraina sta vivendo uno dei suoi inverni più difficili. La Russia sta bombardando le sue infrastrutture energetiche, lasciando milioni di ucraini senza riscaldamento né elettricità. Pertanto, la gente non presta molta attenzione a ciò che sta accadendo nel panorama sportivo italiano. Ma il gesto coraggioso di Geraskevich e la sua determinazione a tenere duro sotto la minaccia di squalifica hanno guadagnato l’ammirazione di molti suoi connazionali e hanno riportato l’attenzione sullo sport. “Sto piangendo come se stessi assistendo a uno scambio di prigionieri”, ha scritto su Facebook Oksana Zabuzhko, una nota scrittrice ucraina. “Hai già vinto, amico. Non importa quale sia la tua prestazione atletica”, ha aggiunto. Vladislav Geraskevich ha gareggiato anche alle precedenti Olimpiadi invernali, che si sono svolte a Pechino nel 2022 dal 4 al 20 febbraio 2022, prima che l’invasione iniziasse. In quei giorni aveva poi esposto uno striscione con la scritta “No alla guerra”, nel tentativo di attirare l’attenzione del mondo sull’imminente catastrofe. Vladimir Putin era stato l’unico leader straniero ad assistere alla cerimonia di apertura, attesa la fine delle Olimpiadi per lanciare l’invasione su vasta scala dell’Ucraina quattro giorni dopo. Anche altri atleti ucraini hanno sostenuto le azioni di Geraskevich. Olena Smaga, rappresentante olimpica dello slittino, ha mostrato la scritta “La memoria non è una violazione” sul suo guanto dopo la sua discesa in monoposto. E il leggendario giocatore di hockey ceco e campione olimpico Dominik Hasek, 61 anni, ha espresso la sua indignazione per l’intervento del Cio in un’intervista al Daily Mail. “Nel frattempo, il Cio ha permesso a 14 cittadini russi di gareggiare, e nessuno di quei 14 atleti russi ha condannato la guerra aggressiva della Russia o i suoi orribili crimini”, ha detto Hasek il 10 febbraio. I partecipanti olimpici ucraini ci stanno ricordando cosa sta succedendo in patria in ogni modo, ogni istante. Il ventunenne pattinatore singolo Kyrylo Marsac proviene da Kherson, una città dove la Russia sta dando la caccia ai civili con droni Fpv. Nell’aprile del 2025, un attacco russo ha distrutto la pista di pattinaggio su ghiaccio dove Marsac ha iniziato la sua carriera da bambino. Il padre di Marsac attualmente presta servizio nell’esercito ucraino. A lui ha dedicato la sua prova, eseguita sulle note del brano “Fall on me” di Andrea e Matteo Bocelli, padre e figlio.
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